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FINALE SCUDETTO – GARA4

30 luglio 2017

Scigliano: “Difficile lasciare la Feldi, ma non potevo dire di no al Napoli”

Ha preferito cambiare aria, scegliendo di accettare la chiamata di una società «ambiziosa» come quella del Napoli Calcio a 5 e di lasciare la Feldi Eboli, squadra che al termine della passata stagione è riuscita ad approdare in serie A dopo la vittoria nei playoff contro Milano.

Il laterale classe ’91, Marco Scigliano, non rimpiange la sua esperienza con la maglia rossoblu, ma come del resto ci ha raccontato lui stesso, «quando in panchina ti trovi a dover lavorare con uno dei migliori tecnici in circolazione (Francesco Cipolla, ndr) è difficile dire di no».

Marco, stai per iniziare una nuova avventura con la maglia del Napoli Calcio a 5. Cosa ti ha spinto a trasferirti in azzurro e come mai hai deciso di lasciare la Feldi Eboli, nonostante la promozione in serie A ottenuta al termine dei playoff?

Quando il Napoli, una società così ambiziosa, ti chiama puntando forte su di te è difficile dire di no. Ancor di più se alla guida tecnica c’è Francesco Cipolla, che lo considero uno dei migliori allenatori italiani. Lasciare la Feldi non è stato affatto semplice, lì ho passato una stagione fantastica sotto i più svariati punti di vista e non smetterò mai di ringraziare tutti, dal presidente fino all’ultimo tifoso.

Al Napoli ritrovi mister Francesco Cipolla. Voi due vi conoscete bene, visto che lo stesso Cipolla è stato tuo allenatore al Belvedere prima e al Cosenza poi. Che rapporto c’è tra te e il mister?

Ritrovo il mister che mi ha fatto innamorare di questo sport. Grazie ai suoi insegnamenti sono riuscito a competere alla grande nel futsal nazionale. Non vedo l’ora di imparare ancora da lui e dai miei nuovi compagni oltre che, ovviamente, dare tutto me stesso per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Hai già avuto modo di conoscere qualcuno del tuo nuovo club?

Mi sono confrontato con alcuni membri della dirigenza nonché con il preparatore Harrison Muzzy. Assieme a lui sto già lavorando per farmi trovare pronto per la preparazione che inizierà tra qualche settimana.

Nel corso del futsalmercato ti sono arrivate anche altre richieste?

Le richieste sono arrivate e di questo ne vado fiero perché vuol dire che sto lavorando bene. Poi, però, è arrivata la chiamata giusta dal club che desideravo e ho chiuso in fretta la trattativa. Ringrazio la presidenza, la dirigenza e il direttore Pietro Foderini per la buona riuscita dell’operazione.

(Photo: Alfonso Scarpa)

Interviste, News Serie A
13 luglio 2017

Intervista ad Antonio Molaro: “All’Orte ho trovato un ambiente fantastico”

Ha soltanto 19 anni ma, nonostante l’età, il mondo del futsal lo conosce abbastanza bene. Si è laureato campione d’Italia under 18 con il Napoli Calcio a 5. E lo ha fatto da capitano, da condottiero vero. La sua esperienza sotto il Vesuvio, però, si è conclusa qualche settimana fa, con il trasferimento alla B&A Sport Orte Calcio a 5, in serie A2.

Lui è Antonio Molaro, laterale classe ’98, già nel giro della Nazionale italiana Under 17 e Under 21. Proprio assieme alla giovane promessa del futsal nostrano abbiamo scambiato qualche parola, durante un’intervista che Molaro ha concesso a Passione Futsal.

Antonio, sei stato uno degli artefici della conquista del titolo di campione d’Italia con l’Under 18 del Napoli Calcio a 5. Che significato ha avuto per te questo Scudetto?

Sono emozioni fantastiche, che si provano una volta sola nella vita. Vincerlo così poi – dopo la sconfitta dell’anno scorso contro il Kaos e quella di tre anni fa contro l’Acireale quando eravamo in vantaggio di 3 a 0 e perso 5 a 3 – sono comunque delle esperienze che ti segnano. Ripeto: vincerlo in questo modo è stato davvero bello, anche perché abbiamo affrontato delle tre signori squadre come Kaos, Aosta e Lazio. Sono contento del lavoro svolto e del fatto di essere stato il capitano di un gruppo che non dimenticherò mai.

Cosa ti ha spinto a trasferirti ad Orte e che ambiente hai trovato al tuo arrivo?

Avevo bisogno di fare un’esperienza nuova, di entrare a far parte del “mondo dei grandi” e di poter lavorare con una squadra che punta molto sui giovani. La stessa Orte ha fatto grandi risultati l’anno scorso, quando è uscita ai playoff con il Milano. Quindi, tanto di cappello per il lavoro che svolgono e, soprattutto, per lo Scudetto Under 21 portato a casa. Parliamo di una società che è sotto gli occhi di tutti per il lavoro che porta a termine con i ragazzi. Loro mi hanno cercato davvero tanto ed era mia intenzione scegliere il club che mi cercasse di più, come del resto ha fatto l’Orte. Sono contento di questa scelta, ho trovato un ambiente fantastico, di una società che sa gestire e conosce le esigenze di tutti i ragazzi che arrivano qui. Speriamo di toglierci tante soddisfazioni.

Sei ancora giovane (19 anni appena) e hai già vestito la maglia della Nazionale Under 21. Anche questo è un traguardo importante, che premia gli sforzi portati a termine in questi anni…

La maglia della Nazionale – Under 21 o Under 17 che sia – è molto importante per me. Fare il capitano con l’Under 17 lo è ancora di più. Per quel che riguarda l’Under 21, sono contento di lavorare con ragazzi che hanno avuto esperienze in campionati nazionali e che comunque hanno un passo diverso dal mio. Il fatto di essermi trasferito ad Orte vuol dire anche recuperarla, visto che l’ho saltata per via di un infortunio.

Hai avuto modo di conoscere e imparare le dinamiche del Futsal. Qual è secondo te il livello del Calcio a 5 in Italia per quel che riguarda i giovani e su cosa bisogna migliorare?

Il futsal giovanile in Italia penso sia ad un buon livello. Queste ultime Final Eight sono lo specchio del lavoro che si fa quotidianamente con i giovani. Viene curato ogni minimo dettaglio. Certo, bisognerà migliorare su alcuni punti, ma attualmente siamo ad un buon punto.

(Photo: Cassella/Divisione calcio a 5)

Interviste, News Serie A
21 giugno 2017

Luparense, il dg Franceschini: ‘Sesto Scudetto motivo di grande orgoglio’

Grazie al successo in gara4 nella finale contro il Pescara, la Luparense si è laureata campione d’Italia per la sesta volta nella sua storia.

Un risultato sicuramente importante per la società presieduta da Stefano Zarattini che, con questo tricolore, porta a casa il 14esimo titolo della storia del club con più trofei in bacheca.

A quasi una settimana dal trionfo di Ancona, abbiamo intervistato il direttore generale della Luparense, Andrea Franceschini.

Andrea, cosa si prova ad essere campioni d’Italia per la sesta volta nella storia della Luparense?

È un motivo di grande orgoglio non solo per noi come società, ma anche per lo staff, gli sponsor e i nostri tifosi. Il fatto di arrivare sul tetto d’Italia rappresenta un risultato importante che premia gli sforzi fatti durante questa stagione.

Quella contro il Pescara è stata una serie di finali caratterizzata anche da qualche momento di tensione, specie in gara1. Quanto, purtroppo, visto nei vari filmati, a prescindere dalle responsabilità, non fa altro che rovinare uno sport straordinario come il futsal…

Sono episodi da condannare, che non hanno nulla a che vedere con il futsal e lo sport nella sua completezza. Certo, un po’ di tensione, vista la posta in palio e l’importanza del match, ci stava, ma questi atteggiamenti non sono assolutamente da giustificare. Purtroppo ci sono stati toni sopra le righe e non bisogna fare così se si vuole far crescere seriamente questa disciplina e renderla appetibile agli sponsor e ai tifosi che, invece, andrebbero coinvolti di più in quella che rappresenta l’essenza e la bellezza del Calcio a 5.

Se dovesse fare una dedica particolare per questo Scudetto?

Sono tante le persone a cui dedicare il titolo, ma i primi che mi vengono in mente sono i ragazzi che sono scesi in campo, i componenti dello staff, la dirigenza, i tifosi e, considerato anche il mio percorso personale all’interno del club, ritengo che una dedica vada fatta anche a coloro i quali lavorano dietro le quinte e che, spesso, non hanno purtroppo la visibilità che meritano

Vi state già muovendo sul mercato in vista della prossima stagione?

È chiaro che bisognerà capire qual è il budget a disposizione, sul quale dovremmo in qualche modo adattarci per chiudere qualche movimento. L’obiettivo è quello di allestire una squadra competitiva, ma non dimentichiamoci del fatto che la concorrenza si fa sempre più agguerrita, perché c’è chi sta investendo già tanto in questo sport.

La Uefa Futsal Champions League sarà il vostro prossimo traguardo?

Siamo abituati a vivere ogni manifestazione nella maniera migliore possibile in termini di competitività. Con l’entrata in scena di due squadre spagnole, due russe e due portoghesi non sarà di certo facile. Le vere insidie, però, penso arrivino dalle squadre dell’Est che, pur non avendo grossissimi nomi in rosa, sono molto ambiziose. Dipenderà tutto dal primo turno, vedremo cosa succederà…

(Photo: Futsal Foto)

Interviste, News Serie A
16 giugno 2017

Real Rieti, Bellarte a Passione Futsal: “Non vedo l’ora di iniziare”

Da tutti soprannominato il “filosofo del futsal”, è uno dei tecnici più affermati dell’interno panorama futsalistico mondiale. Nell’ultima esperienza in Belgio sulla panchina dell’Halle-Gooik ha vinto praticamente tutto e, da poco, è stato ufficializzato quale nuovo allenatore del Real Rieti Calcio a 5 del patron Roberto Pietropaoli.

Lui è Massimiliano Bellarte, tecnico pugliese classe ’77 che, dopo il ritorno in Italia, ha voluto concedere un’intervista a Passione Futsal.

Mister, grazie per essersi concesso a questa nostra intervista. Dopo l’esperienza in Belgio all’Halle-Gooik, ecco il suo ritorno in Italia. Come giudica questa sua prima avventura all’estero da allenatore? E poi: cosa l’ha spinta ad accettare la proposta del patron Pietropaoli e a sposare il progetto del Real Rieti?

La mia esperienza è stata formativa in tutto, non soltanto nei risultati alcuni per me nuovi, ma anche e soprattutto nelle dinamiche e nella capacità di adattamento che è servita e che mi ha portato dei miglioramenti di sicuro. Accettare la proposta, poi, di un presidente innamorato del futsal come Pietropaoli che ti dona la sua creatura per portare allegria è qualcosa che è venuta facile. Toccare con mano l’imponenza organizzativa dell’ambiente di lavoro poi è stato un ulteriore stimolo.

Ha già iniziato a sondare il terreno in chiave mercato?

Abbiamo necessità di farlo assieme al direttore Luca Palombi, in quanto la squadra deve essere formata e modellata per la prossima stagione. È qualcosa che mi piace poco. Mi piace tanto e non vedo l’ora di lavorare in palestra per iniziare a sentire il profumo dell’essenza del futsal.

Che Rieti sarà con Bellarte in panchina?

Sarà il Real Rieti. Una squadra e il suo gioco prendono la forma di chi lo gioca.

Da allenatore con un’esperienza alle spalle, a che punto è secondo lei il Calcio a 5 in Italia? Sono stati fatti dei passi in avanti e, se sì, su cosa bisogna migliorare?

Se l’esperienza, ossia passare qualche anno ad allenare, donasse il diritto di valutare l’evoluzione di una disciplina, sarebbe un caos tremendo poiché tutti potrebbero parlare su tutto. Io non valuto, non analizzo e soprattutto non do consigli. Se potrò dare il mio contributo affinché l’evoluzione del futsal sia più spedita per raggiungere in poco tempo i traguardi ambiti, lo farò con molto entusiasmo.

Per quel che riguarda, invece, i Settori giovanili?

I settori giovanili rappresentano la base di qualsiasi sport. Non curarli, non investire, non prenderli in considerazione addirittura, significa non volere il bene di questo sport. Tante potrebbero essere le idee perseguibili, avere un approccio multidisciplinare per la risoluzione dei problemi del settore giovanile potrebbe facilitare il compito.

Ha mai pensato alla Nazionale?

Sì, quando gioca i campionati d’Europa e del Mondo. In altre discipline anche quando gioca le Olimpiadi, la Confederation Cup e il 6 Nazioni.

Quali sono le differenze tra il futsal italiano e quello che si gioca in Belgio?

Il futsal è sempre uguale, dappertutto. È uno sport fantastico. Cambia quello che il futsal fa alle persone e soprattutto quello che le persone fanno col futsal.

(Photo: Massimo Iori)

Interviste, News Serie A

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