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13 Settembre 2016

Nando Grana, parola di Leggenda: i Mondiali, l’Azzurro, Ercolessi e Chilavert

Non indossa più la maglia azzurra ormai da qualche anno, come da qualche anno non lo si vede più calcare i campi di una Serie A italiana che per più di un decennio, sono stati il suo habitat naturale. Ma per un lungo, lunghissimo periodo, la fascia da capitano sulla manica della maglia numero 2 hanno significato solo un nome ed un cognome: Nando Grana. Fernando Darley Grana per completezza, “Nandokan” per chi in campo ne apprezzava grinta e carisma.

Più di sei anni da capitano dell’Italia, due Mondiali chiusi sul podio (un 2° e un 3° posto), quattro Europei di cui uno vinto (nel 2003) più un secondo ed un terzo posto, due Scudetti in Italia (Luparense), due in Brasile (Atletico Mineiro), la Coppa Intercontinentale (sempre Atletico Mineiro), la Supercoppa di Spagna, le Coppe Italia e chi più ne ha più ne metta.

ATMOSFERA MONDIALE – Oggi “Il Capitano” osserva i Mondiali di Colombia dalla sua casa di Indaiatuba, ma non ha certo dimenticato l’atmosfera di quei momenti:
“Sono ricordi indimenticabili – dice -, il massimo a cui un atleta può ambire, l’atmosfera che si respira è adrenalina pura in cui sei immerso in ogni giorno di competizione ed è incredibile. Sai che tutto il mondo ti sta a guardare, quindi vai in campo per dare tutto ed un po’ di più, non esistono dolore, fatica, stanchezza, butti tutto fuori e pensi solo a vincere e fare bene”.

CHILAVERT – L’esordio vittorioso degli Azzurri contro il Paraguay per lui, è stato anche una sfilata di ricordi e vecchi amici e su uno in particolare, lo facciamo sbilanciare, il commissario tecnico paraguayano Carlos Chilavert, a lungo suo compagno di squadra in Italia:
“Dal divano – sorride – il Calcio a 5 si vede diversamente, credo vada vissuto in campo. Sia l’Italia che il Paraguay hanno meritato il loro posto al Mondiale e sicuramente faranno bene. Chilavert è rimasto un mio grande amico, ci sentiamo ogni giorno, credo potrà farà molto bene alla guida della sua nazionale nella quale ha fatto benissimo come giocatore. Ha esperienza e carattere da trasmettere alla squadra”.

ERCOLESSI – Abbiamo detto su uno, ma non è vero. Lo abbiamo fatto sbilanciare su due, perché Grana è il record-man di presenze in Azzurro  con 113 gettoni, ma Marco Ercolessi a quota 102, inizia ad insidiare il suo primato. Sarà forse quella maglia numero 2…
“Marco l’ho visto crescere – dice ancora con un sorriso – e credo di avere dato anche qualcosa per la sua crescita, l’ho conosciuto quando aveva 19 anni ed ora mi rendo conto di quanto un giocatore con la sua voglia possa maturare, è certo che per arrivare dov’è sia stato anche molto umile. Pensare al record in pericolo è strano, ma i record sono fatti per essere battuti. Io rimango tranquillo e consapevole di aver dato tutto per quella maglia che amo e per cui voglio solo il meglio, al di là dei record personali”.

LE PROTAGONISTE – Per finire, non può mancare un autorevole parere sulle protagoniste di questo Mondiale appena iniziato:
“Per me la nazionale più forte rimane ancora la Spagna. Tattica, possesso palla, difesa, attacco… Sono completi in tutto. Ma è comunque un Mondiale in cui giocano tante squadre che sono cresciute moltissimo negli ultimi anni. Brasile, Russia, Italia, Argentina e anche Kazakistan secondo me, potranno lottare per il primo posto”.

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